Elettrosmog

Il termine elettrosmog deriva dall’inglese “smoke” ovvero fumo e “smog” ovvero nebbia. Si indica con tale termine l’inquinamento dell’ambiente dovuto ad apparecchiature e tecnologie elettriche moderne.
In termini tecnici si parla di radiazioni e campi elettromagnetici non ionizzanti.
Le fonti possono essere le più svariate:
– Elettrodotti, cavi a media ed alta tensione nelle vicinanze dell’abitazione.
L’istituto per l’inquinamento di Monaco consiglia ad esempio le seguenti distanze:
Condotte di 110 kV da 50 a 100 metri
Condotte di 220 kV da 80 a 120 metri
Vi sono anche altri studi che consigliano una distanza di almeno 1 metro per ogni kV
– Cabine di trasformazione, ferrovie,
– Apparecchiature elettriche ed elettrodomestici:
Televisori, Computer e monitor, radiosveglie, ciabatte e prese di corrente, coperte elettriche, doghe pieghevoli con motorino, forni a microonde, piani cottura (p.e. ad induzione), frigoriferi, lampadari, lampadine a risparmio energetico, ecc…
– Apparecchi telefonici e di comunicazione:
Cellulari, cordless, tecnologia DECT, WI-FI, Tablet, WLAN
– Impianti fotovoltaici, ecc….
L’inquinamento può derivare quindi da campi magnetici, campi elettrici o campi elettromagnetici.

Oramai molti studi hanno evidenziato delle correlazioni statistiche significative tra l’esposizione ad elettrosmog e l’insorgenza di disturbi reversibili ma anche di gravi patologie.
Le radiazioni da microonde per esempio (cellulari) causano: shock termico delle proteine, formazione di micronuclei, effetti sulla tiroide, permeabilità della barriera emato-encefalica. Nei bambini tali effetti sono tra l’altro molto maggiori perché assorbono molte più radiazioni. La distruzione inoltre in giovane età di cellule neuronali annulla una “riserva celebrale” che nella vecchiaia potrebbe compensare la morti di neuroni dovuta ad esempio ad altre patologie degenerative. Nel 2011 la IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – , ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipici dei telefoni cellulari come possibili cause di alcuni tipi di cancro come glioma e neuroma auricolare per gli utilizzatori abituali di telefoni cellulari, anche se per quanto riguarda l’esposizione professionale e quella ambientale. La conseguenza è stata l’inserimento delle radiofrequenze nella classe 2B, che include gli agenti con possibili effetti carcinogeni. A tale proposito si segnala la condanna storica del 30 marzo 2017 con la quale il tribunale di Ivrea ha riconosciuto per la prima volta un nesso causale tra l’utilizzo “errato” del telefono e un tumore del nervo acustico.

Il tema è così sentito ed attuale che nel testo unico della sicurezza sul lavoro D.lgs. 81/2008 (in recepimento della direttiva europea 2004/40/CE) al titolo VIII capo IV vi è l’obbligo per tutti i datori di lavoro di effettuare una valutazione del rischio di esposizione ai campi elettromagnetici.
Come si può immaginare è fondamentale un utilizzo corretto degli apparecchi tecnologici ma anche una consapevolezza dell’ambiente in cui viviamo e soprattutto ove si passa la maggior parte del tempo (ambiente lavorativo e stanza da letto).

A differenza di come si può pensare, le cause di elettrosmog sono di solito di facile identificazione e rimozione. Si temono le antenne GSM per le comunicazioni cellulari, ma spesso il problema è in casa (p.e. ciabatte economiche, forni a microonde con schermatura usurata o danneggiata, elettrodomestici non messi a terra, inversione delle prese fase/neutro). A volte sono sufficienti solo degli spostamenti degli apparecchi, del letto, o piccoli interventi sostitutivi (p.e. sostituzione di normali cavi con altri schermati). In altri casi si possono consigliare un interruttori di tensione (Netzabkoppler) per “slacciare” durante la notte l’elettricità negli ambienti sensibili. Se le cause provengono dall’esterno esistono anche soluzioni che permettono di schermare le radiazioni (p.e. vernici schermanti, tende schermanti). Gli interventi sugli impianti e sui cavi elettrici richiedono un elettricista abilitato.
A seguito degli interventi necessari si consiglia di procedere con una nuova valutazione mirata al controllo e verifica dei risultati conseguiti.

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